19 maggio 2006

PROCESS TRIBE

Maggio 2006: è on line il nuovissimo blog della comunità del Process Counseling!
Ogni mese vengono pubblicate tre sezioni dedicate a tre differenti aspetti:
1. Sviluppo Personale
2. Consulting & Training
3. Process Culture
In Sviluppo Personale, ogni mese pubblichiamo degli spunti brevi di lavoro su di sè, da sperimentare all'interno del proprio processo di lavoro. Durante il mese pubblicate le vostre intuzioni, i vostri risultati, le sottili comprensioni che nascono dal contatto con il Sè interiore.
In Consulting & Training, l'obiettivo è fare periodicamente il punto su strumenti, casi, esperienze di consulenza e formazione all'interno delle organizzazioni. Questa è la posting section per discutere e informarci reciprocamente sulle tante possibilità di sperimentazione del counseling di processo all'interno delle organizzazioni.
Process Culture è semplicemente uno dei tanti percorsi possibili di approfondimento culturale a partire dalla lente di osservazione del Process Counseling. Gli stimoli per il processo di lavoro personale provengono realmente da ambiti diversi e da angolazioni assolutamente eterogenee. In questa posting section, l'obiettivo è fare delle proposte di film, libri, cd e in generale stimoli culturali in grado di attivare ulteriormente il contatto profondo con il nostro Sè.
Buona Navigazione!

SVILUPPO PERSONALE


Il sentiero dei valori

Riflettendo sul terremoto che in questi giorni sta scuotendo il mondo del calcio, mi viene in mente che quello che manca, molto spesso, nel mondo dello sport professionistico (e in generale nel mondo delle aziende, cioè nei luoghi in cui, volenti o nolenti, circolano soldi) è una riflessione autentica sui valori. Spesso si pensa che i valori siano solamente regole astratte, comandamenti calati dall’alto che nessuno in realtà rispetta veramente. Di fronte ai valori, vale la regola del più furbo. Spesso le persone agiscono dicendosi “so che il rispetto è un valore, ma mi comporto in modo da poter mancare di rispetto agli altri senza essere beccato”. Il counseling ci fa capire quanto il rapporto tra valori e comportamenti sia stretto. Un valore non ha senso se non siamo capaci di trasformarlo in comportamenti concreti. Se dico che per me l’onestà è un valore, devo comportarmi in modo coerente. Per Rogers la questione dei valori è un questione di congruenza. Sentite cosa dice in Un modo di essere proprio a proposito della congruenza:

… quanto più un counselor è se stesso (o se stessa) nella relazione, non erigendo alcuna barriera professionale o facciata personale, tanto più grande è la probabilità che il cliente si trasformi e sviluppi in maniera costruttiva. Questo significa che il counselor è costituito dai sentimenti e dagli atteggiamenti che fluiscono nell’istante dato. …


Il coraggio di essere se stessi è anche il coraggio di essere sinceri e coerenti in tutto quello che facciamo. Il coraggio di portare avanti in azioni concrete i valori in cui crediamo.

18 maggio 2006

PROCESS CULTURE


Ken, il guerriero (del Sé)

È possibile creare una visione integrata dell’essere umano in cui melodie orientali si connettano a furiose accelerazioni elettriche mentre, sullo sfondo, un campo di vibrazioni ricombina le particelle di energia della realtà integrando la mente e il corpo di un team di manager che cercano di portare avanti un processo di cambiamento organizzativo? Un’impresa complicata, non è vero? Ma a Ken Wilber, evidentemente le cose semplici non piacciono. I suoi libri lavorano sulla ridefinizione del concetto di confine. Chi si interessa di Process Counseling sa bene che Wilber è il punto di contatto tra il processo di sviluppo personale, vale a dire la presa di contatto e l’espressione del sé profondo, e la psicologia transpersonale. La psicologia transpersonale lavora sull’allargamento dei confini che le persone, i gruppi, le organizzazioni erigono tra sé e l’ambiente circostante. Il titolo del libro più famoso di Wilber, Oltre i confini, è in questo senso emblematico: lavorare allo sviluppo del sé significa anche e soprattutto lavorare all’espansione dell’individuo oltre i confini mentali e fisici che lo separano dai livelli profondi della realtà. Superare i confini non significa credere che sia possibile andare semplicemente al di là delle limitazioni della nostra coscienza, ma arrivare alla consapevolezza (una consapevolezza emozionale prima ancora che razionale) dei blocchi che spesso la nostra coscienza si autoimpone. Oltre i confini significa andare al di là delle proiezioni, delle ideniticazioni limitanti, delle barriere che ogni giorno imponiamo a noi stessi. Pensiamo ad alcuni dei “self talk” che adoperiamo più di frequente: “Non posso farcela!”, “La situazione è disastrosa”, “Questo progetto è troppo complicato!”, “Il mio capo proprio non riesco a capirlo”, “Non posso fare niente per cambiare la mia situazione!”. Sono tutte formule che galleggiano nella nostra mente come mantra negativi, messaggi che invece di aiutarci a librare le nostre energie e le nostre potenzialità ci ricordano continuamente i nostri limiti e le nostre difficoltà. Wilber descrive con precisione e con una grande potenza espressiva le fasi attraverso cui la persona si può riconnettere al sé profondo attraverso il progressivo abbattimento dei confini e il raggiungimento di livelli successivi di integrazione. La Riconnessione tra la persona e l’ombra, l’integrazione mente-corpo, il livello del testimone interno e quello della non dualità sono tappe successive (ma in fondo l’idea stessa di un tempo cronologico non ha molto senso) di un percorso in cui l’individuo può raggiungere stati successivi di integrazione e consapevolezza a livello emozionale, fisico, intuitivo e spirituale. L’uomo wilberiano è l’uomo “nudo” di fronte alla molteplicità delle connessioni e dei segnali sottili che lo mantengono in contatto con i significati della realtà. E “Integral Naked” (naked significa nudo) è il nome del sito sul quale decine di studiosi, scienziati, artisti, musicisti, ricercatori spirituali e semplici curiosi, partendo proprio dalle idee e dalle esperienze di Wilber, si confrontano sul tema dell’integrazione e dell’espressione del Sé attraverso la cultura, le arti, il corpo. In poche parole, Integral naked è uno spazio di espressione di uno stile di vita che si basa sull’integrazione dei livelli sottili della realtà anziché sulla loro separazione. Su integral naked (http://in.integralinstitute.org/) potrete incontrare guru del management come Peter Senge, medici che hanno portato all’integrazione tra medicina occidentale e medicina orientale come Deepak Chopra, Larry Wachowsky, uno dei padri del film manifesto della contemporaneità, Matrix. Rick Rubin, geniale produttore discografico e Serj Tankian, lo spiritato e carismatico cantante del gruppo di metal evoluto System of a Down, un esempio straordinario di integrazione tra radici musicali e culturali armene, energia elettrica dell’heavy metal e processo di sviluppo sociale e spirituale.

SVILUPPO PERSONALE

In questa sezione, ogni mese un percorso di riflessione e sperimentazione, uno spunto sul processo a cui dedicarsi per approfondire sempre di più il contatto con il Sè profondo.

Pubblicate i vostri commenti sulle esperienze di processo e sulle intuizioni di lavoro che desiderate mettere a disposizione della comunità del Process Counseling!

Questa volta riflettiamo sul confine che a volte creiamo tra noi e gli altri.

L'illusione del giudizio
"Qualsiasi generalizzazione è illusoria. Gli eventi non sono mai simili...Quando si prende qualcuno come esempio, si emette sempre un parere personale. Per ciascun individuo, l'altro è diverso [...] e nel momento in cui viene captato e interpretato da noi riceve i limiti che corrispondono al nostro livello di coscienza. L'altro è un misto di quello che appare e di quello che gli aggiungiamo noi, trasformandolo nel nostro riflesso. Le qualità che vediamo in lui, così come i difetti, fanno parte delle nostre qualità e dei nostri difetti".
Alejandro Jodorowsky

A volte cadiamo nella tentazione di giudicare, di interpetare il mondo e le persone senza prendere la giusta distanza dall'illusione del giudizio. Giudicare può diventare un passatempo, uno sfogo quasi divertente, ma spesso ci impedisce di cogliere la bellezza del viaggio di trasformazione delle persone e delle culture. A volte, nella fretta del giudizio, diciamo cose di cui ci pentiremo in seguito. Ogni volta che abbiamo il coraggio di rinunciare al giudizio come passatempo, possiamo essere consapevoli di quanta energia risparmiamo e di quanto questo processo alimenti uno stato di consapevolezza e di espansione della nostra coscienza.
Quali sono le nostre esperienze sul giudizio? Cosa abbiamo capito in questi anni di rapporto con l'altro? Chi è l'altro?

PROCESS CONSULTING & TRAINING




Il nuovo sito DOF è on line!
www.dofcounseling.com

Dopo un lungo processo di progettazione è finalmente on line il nuovo sito di Dof, Società do consulenza e formazione specializzata in Process Counseling e Contaminazioni Multimediali. Nel sito trovi informazioni sul Process Counseling applicato alle organizzazioni, alla formazione, ai media. In questa posting section del blog, l'obiettivo è condividere risorse e strumenti per la formazione e la consulenza, tutto ciò che troviamo on line e ci sembra utile come spunto di moltiplicazione delle conoscenze. Ogni feedback di miglioramento a questo punto è particolarmente prezioso.

Grazie a tutti!

PROCESS CULTURE

In questa sezione, continuiamo ad approfondire il messaggio del counseling di processo, movimento culturale poliforme.

Per analizzare meglio le connessioni tra le nuove teorie fisiche delle stringhe e lo sviluppo personale metteremo in rete, per chi fosse interessato all'argomento, una serie di appunti tratti dalla riflessione di un fisico indiano che ha studiato a fondo i rapporti fra nuove frontiere della fisica e comprensione della realtà umana. Lo metteremo in rete paragrafo dopo paragrafo attendendo le vostre osservazioni personali, commenti, esperienze, apporti collaterali di qualsiasi tipo. Buona lettura

Verso una teoria unitaria della fisica e della psicologia
La "Fonte" è tutto ciò che c'è, non vi è altro che la "Fonte"; la "Fonte" è unica. Una volta che queste affermazioni sono state perfettamente comprese ed assimilate non esistono più domande. Eppure, per quanto semplici queste parole possano sembrare, il loro significato e le implicazioni che hanno sono profonde e complesse da decifrare per la maggior parte di noi. Quando ci guardiamo intorno notiamo delle diversità, vediamo il molteplice. Sembra che l'intero universo consista di un numero infinito di entità, di oggetti, tutti di diversa sostanza ed apparenza. Non c'è un essere che sia identico ad un altro; sebbene molto sottili, ci sono sempre delle differenze ed ogni singola esistenza sembra davvero unica e distinta da ogni altra. Quasi tutto ciò che è materiale sembra anche molto solido. Inoltre vediamo dei limiti e osserviamo delle separazioni. C'è la sensazione di me o di avere un corpo e che il mio corpo appaia separato dagli altri corpi e dal resto dell'universo. C'è la sensazione di essere il soggetto, mentre ogni altra cosa è oggetto. C'è la sensazione di essere colui che agisce come nelle espressioni "io faccio questo, faccio quello..." a dar forza alla sensazione che ciascuno di noi è un'entità autonoma, indipendente, in grado di fare cose indipendenti dal resto, indipendenti dall'universo. Abbiamo la sensazione di possedere il controllo sulle nostre azioni, sulla percezione delle emozioni e sentiamo di possedere una libera volontà. Se tutto ciò fosse vero, allora la nostra affermazione orignaria, la "Fonte" è tutto ciò che c'è, non vi è altro che la "Fonte", sarebbe illogica o semplicemente una teoria intellettuale inventata per confortare l'essere umano. Come fa ad esserci solo la "Fonte" e allo stesso tempo come fa ad esistere tutta la diversità e la separazione che osserviamo? La nostra affermazione originaria sembra contraddire i fatti visibili e le nostre solite esperienze perchè non stiamo solo dicendo che ogni cosa proviene dalla stessa "Fonte", stiamo dicendo che la "Fonte" è ogni cosa. Questa affermazione di grande forza è in apparente conflitto con la maggior parte delle nostre quotidiane esperienze. Eppure in seguito vedremo che l'affermazione "la "Fonte" unica è tutto" è in realtà compatibile con le nostre esperienze; non solo, scopriremo che ogni cosa da noi considerata come verità è solo una verità relativa ma anche totalmente in accordo con la verità che la "Fonte" è tutto. Inoltre ci accorgeremo che tutte le azioni che consideriamo come nostre sono in realtà le azioni dell'unica "Fonte". Tutto ciò facendo riferimento alle nuove eccitanti scoperte della fisica moderna che ci permetteranno di comprendere che cos'è la "Fonte" perlomeno dal punto di vista concettuale.