PROCESS TRIBE
Maggio 2006: è on line il nuovissimo blog della comunità del Process Counseling!
Maggio 2006: è on line il nuovissimo blog della comunità del Process Counseling!

Riflettendo sul terremoto che in questi giorni sta scuotendo il mondo del calcio, mi viene in mente che quello che manca, molto spesso, nel mondo dello sport professionistico (e in generale nel mondo delle aziende, cioè nei luoghi in cui, volenti o nolenti, circolano soldi) è una riflessione autentica sui valori. Spesso si pensa che i valori siano solamente regole astratte, comandamenti calati dall’alto che nessuno in realtà rispetta veramente. Di fronte ai valori, vale la regola del più furbo. Spesso le persone agiscono dicendosi “so che il rispetto è un valore, ma mi comporto in modo da poter mancare di rispetto agli altri senza essere beccato”. Il counseling ci fa capire quanto il rapporto tra valori e comportamenti sia stretto. Un valore non ha senso se non siamo capaci di trasformarlo in comportamenti concreti. Se dico che per me l’onestà è un valore, devo comportarmi in modo coerente. Per Rogers la questione dei valori è un questione di congruenza. Sentite cosa dice in Un modo di essere proprio a proposito della congruenza:
… quanto più un counselor è se stesso (o se stessa) nella relazione, non erigendo alcuna barriera professionale o facciata personale, tanto più grande è la probabilità che il cliente si trasformi e sviluppi in maniera costruttiva. Questo significa che il counselor è costituito dai sentimenti e dagli atteggiamenti che fluiscono nell’istante dato. …
Il coraggio di essere se stessi è anche il coraggio di essere sinceri e coerenti in tutto quello che facciamo. Il coraggio di portare avanti in azioni concrete i valori in cui crediamo.

È possibile creare una visione integrata dell’essere umano in cui melodie orientali si connettano a furiose accelerazioni elettriche mentre, sullo sfondo, un campo di vibrazioni ricombina le particelle di energia della realtà integrando la mente e il corpo di un team di manager che cercano di portare avanti un processo di cambiamento organizzativo? Un’impresa complicata, non è vero? Ma a Ken Wilber, evidentemente le cose semplici non piacciono. I suoi libri lavorano sulla ridefinizione del concetto di confine. Chi si interessa di Process Counseling sa bene che Wilber è il punto di contatto tra il processo di sviluppo personale, vale a dire la presa di contatto e l’espressione del sé profondo, e la psicologia transpersonale. La psicologia transpersonale lavora sull’allargamento dei confini che le persone, i gruppi, le organizzazioni erigono tra sé e l’ambiente circostante. Il titolo del libro più famoso di Wilber, Oltre i confini, è in questo senso emblematico: lavorare allo sviluppo del sé significa anche e soprattutto lavorare all’espansione dell’individuo oltre i confini mentali e fisici che lo separano dai livelli profondi della realtà. Superare i confini non significa credere che sia possibile andare semplicemente al di là delle limitazioni della nostra coscienza, ma arrivare alla consapevolezza (una consapevolezza emozionale prima ancora che razionale) dei blocchi che spesso la nostra coscienza si autoimpone. Oltre i confini significa andare al di là delle proiezioni, delle ideniticazioni limitanti, delle barriere che ogni giorno imponiamo a noi stessi. Pensiamo ad alcuni dei “self talk” che adoperiamo più di frequente: “Non posso farcela!”, “La situazione è disastrosa”, “Questo progetto è troppo complicato!”, “Il mio capo proprio non riesco a capirlo”, “Non posso fare niente per cambiare la mia situazione!”. Sono tutte formule che galleggiano nella nostra mente come mantra negativi, messaggi che invece di aiutarci a librare le nostre energie e le nostre potenzialità ci ricordano continuamente i nostri limiti e le nostre difficoltà. Wilber descrive con precisione e con una grande potenza espressiva le fasi attraverso cui la persona si può riconnettere al sé profondo attraverso il progressivo abbattimento dei confini e il raggiungimento di livelli successivi di integrazione.
In questa sezione, ogni mese un percorso di riflessione e sperimentazione, uno spunto sul processo a cui dedicarsi per approfondire sempre di più il contatto con il Sè profondo.

Grazie a tutti!
In questa sezione, continuiamo ad approfondire il messaggio del counseling di processo, movimento culturale poliforme.