18 maggio 2006

SVILUPPO PERSONALE

In questa sezione, ogni mese un percorso di riflessione e sperimentazione, uno spunto sul processo a cui dedicarsi per approfondire sempre di più il contatto con il Sè profondo.

Pubblicate i vostri commenti sulle esperienze di processo e sulle intuizioni di lavoro che desiderate mettere a disposizione della comunità del Process Counseling!

Questa volta riflettiamo sul confine che a volte creiamo tra noi e gli altri.

L'illusione del giudizio
"Qualsiasi generalizzazione è illusoria. Gli eventi non sono mai simili...Quando si prende qualcuno come esempio, si emette sempre un parere personale. Per ciascun individuo, l'altro è diverso [...] e nel momento in cui viene captato e interpretato da noi riceve i limiti che corrispondono al nostro livello di coscienza. L'altro è un misto di quello che appare e di quello che gli aggiungiamo noi, trasformandolo nel nostro riflesso. Le qualità che vediamo in lui, così come i difetti, fanno parte delle nostre qualità e dei nostri difetti".
Alejandro Jodorowsky

A volte cadiamo nella tentazione di giudicare, di interpetare il mondo e le persone senza prendere la giusta distanza dall'illusione del giudizio. Giudicare può diventare un passatempo, uno sfogo quasi divertente, ma spesso ci impedisce di cogliere la bellezza del viaggio di trasformazione delle persone e delle culture. A volte, nella fretta del giudizio, diciamo cose di cui ci pentiremo in seguito. Ogni volta che abbiamo il coraggio di rinunciare al giudizio come passatempo, possiamo essere consapevoli di quanta energia risparmiamo e di quanto questo processo alimenti uno stato di consapevolezza e di espansione della nostra coscienza.
Quali sono le nostre esperienze sul giudizio? Cosa abbiamo capito in questi anni di rapporto con l'altro? Chi è l'altro?

6 Comments:

At 10:45, Anonymous Anonimo said...

Speriamo che questo blog spinga le persone a discutere del counseling!

 
At 10:14, Anonymous Anonimo said...

Giudicare è facile. Ma è come portare sempre problemi e mai soluzioni! Se non facciamo un passo indietro nell'abitudine a lanciare il sasso siamo fottuti nella società e nella cultura!

 
At 07:54, Anonymous Anonimo said...

prendimi per mano
per favore
esco oggi dal buio
ho paura della luce indifferente al mio dolore

 
At 17:14, Anonymous Anonimo said...

A volte l'altro mi sembra un po' un sacco su cui scaricare i nostri pugni pieni di rabbia e di rancore pieni delle nostre emozioni negative che ci appartengono ma non vogliamo prenderci la responsabilità di gestirle e trasformarle, disciplinarle... L'altro è spesso utile, funzionale e appunto facile da giudicare nelle sue mancanze, debolezze. Devo dire la verità a volte mi rendo conto del sottile piacere che provo nel giudicare gli altri credendomi intellettualmente migliore. Che soddisfazione puntare l'indice e giudicare, giudicare, giudicare. Ma poi chi giudichiamo? E ritorniamo alla domanda iniziale: chi è veramente l'altro? lo conosco? conosco la sua storia i suoi motivi, le ragioni che lo portano a fare questa cosa, a dire quest'altra cosa... per poi farsi giudicare da ME.
La prossima volta cercherò di concentrarmi nella fase costruttiva di questo bel tema.

 
At 10:44, Anonymous Anonimo said...

Io conosco benissimo il mio capo ufficio e senza ombra di dubbio per me è semplicemente uno stronzo e pergiunta pericoloso! Caro Asmodeo e caro blogger se volete ve lo faccio conoscere così magari prima di scrivere quelle belle frasette sul giudizio ci pensate due volte. Al massimo vi concedo che ci vorrebbe una bella terapia di counseling e botte. Non riesco a concepire giudizio diverso su di lui ma illuminatemi pure

 
At 08:42, Anonymous Anonimo said...

Per uscire dalla gabbia del giudizio, a volte violento a volte mite, mi chiedo: cosa ha da insegnarmi questa persona? Altrimenti, se non faccio questo, il medesimo problema si ripete all'infinito con altre persone simili. Quindi finchè non lo risolvo dentro, fuori si manifesta in tanti modi diversi. Alla fin fine non si può scappare da se stessi. Sento che devo apprendere completamente questo approccio e una volta imparato questo, credo vi siano altre bellissime porte nuove da aprire. Il chiedersi: cosa ho da imparare da lui/lei è solo il primo portone... un po' pesante forse. Però una volta che si è dall'altra parte, è come andar giù per lo scivolo!

 

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