PROCESS CULTURE

È possibile creare una visione integrata dell’essere umano in cui melodie orientali si connettano a furiose accelerazioni elettriche mentre, sullo sfondo, un campo di vibrazioni ricombina le particelle di energia della realtà integrando la mente e il corpo di un team di manager che cercano di portare avanti un processo di cambiamento organizzativo? Un’impresa complicata, non è vero? Ma a Ken Wilber, evidentemente le cose semplici non piacciono. I suoi libri lavorano sulla ridefinizione del concetto di confine. Chi si interessa di Process Counseling sa bene che Wilber è il punto di contatto tra il processo di sviluppo personale, vale a dire la presa di contatto e l’espressione del sé profondo, e la psicologia transpersonale. La psicologia transpersonale lavora sull’allargamento dei confini che le persone, i gruppi, le organizzazioni erigono tra sé e l’ambiente circostante. Il titolo del libro più famoso di Wilber, Oltre i confini, è in questo senso emblematico: lavorare allo sviluppo del sé significa anche e soprattutto lavorare all’espansione dell’individuo oltre i confini mentali e fisici che lo separano dai livelli profondi della realtà. Superare i confini non significa credere che sia possibile andare semplicemente al di là delle limitazioni della nostra coscienza, ma arrivare alla consapevolezza (una consapevolezza emozionale prima ancora che razionale) dei blocchi che spesso la nostra coscienza si autoimpone. Oltre i confini significa andare al di là delle proiezioni, delle ideniticazioni limitanti, delle barriere che ogni giorno imponiamo a noi stessi. Pensiamo ad alcuni dei “self talk” che adoperiamo più di frequente: “Non posso farcela!”, “La situazione è disastrosa”, “Questo progetto è troppo complicato!”, “Il mio capo proprio non riesco a capirlo”, “Non posso fare niente per cambiare la mia situazione!”. Sono tutte formule che galleggiano nella nostra mente come mantra negativi, messaggi che invece di aiutarci a librare le nostre energie e le nostre potenzialità ci ricordano continuamente i nostri limiti e le nostre difficoltà. Wilber descrive con precisione e con una grande potenza espressiva le fasi attraverso cui la persona si può riconnettere al sé profondo attraverso il progressivo abbattimento dei confini e il raggiungimento di livelli successivi di integrazione.

1 Comments:
Leggendo questa riflessione mi chiedo: perchè in Italy i saperi sono così distaccati tra loro? Eppure noi siamo i paladini della complessità culturale? Perchè è una complessità isolante?
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