Il grande Altro: quando l'ascolto diventa professione

Chi è l’altro? Difficile, quasi impossibile a dirsi. Difficile soprattutto perché non è una cosa che si può imparare dai libri o “per sentito dire”. L’unico modo per conoscere l’Altro è quello di incontrarlo, parlarci, mangiarci assieme, condividere qualcosa di importante. Per questo motivo (e anche da un’esigenza di approfondimento di altre culture e altri modi di pensare), nel 2000 un gruppo di persone molto diverse (operatori culturali, terapeuti, insegnanti e docenti universitari, persone interessate in genere) ha dato vita all’esperienza “S/paesati”. S/paesati, il cui “sottotitolo” era ‘Eventi sul tema delle migrazioni’, è nata in ambito teatrale come rassegna di eventi vari sul tema dell’Altro ed è poi diventata una manifestazione in grado di coinvolgere sempre più associazioni, università, scuole, singoli cittadini. Un ciclo di incontri-conferenze, cinema, concerti, letture e spettacoli, incontri culinari, ecc. che partiva dalla necessità di riflettere sulle trasformazioni e i cambiamenti della nostra epoca, gli spostamenti dei popoli, le fasi di vita delle persone, tutte quelle situazioni insomma che creano in noi spaesamento. Questo è stato proprio il concetto centrale che ha guidato le persone che da allora si impegnano a progettare, organizzare e offrire al pubblico di Trieste e del Friuli Venezia Giulia occasioni d’incontro con situazioni di vita apparentemente lontanissime dalla nostra realtà quotidiana, ma che hanno in realtà questo denominatore comune dell’incontro con l’Altro e con lo spaesamento. Si è partiti dall’analisi dei fenomeni migratori (da e verso l’Italia) nella storia, per arrivare ai temi della convivenza oggi fra culture diverse all’interno dello stesso territorio (e Trieste in questo ha rappresentato lo scenario ideale) a tematiche che toccano tutti, come i conflitti in famiglia, le età della vita, la dimensione della spiritualità e molti altri. L’idea nuova, però, che stava alla base dell’intero progetto era (ed è perché S/paesati continua ed è in corso la sua settima edizione) quella di avvicinarsi a tutte queste realtà in modo diverso, non ascoltando semplicemente una conferenza (per quanto interessante) o guardando un film o gustando un concerto, bensì ascoltando dalla viva voce delle persone che lo spaesamento lo vivono quotidianamente sulla loro pelle la narrazione delle proprie esperienze personali. Condividendo con loro la fatica di vivere nel presente. Difficoltà nella difficoltà: sentir parlare l’Altro senza il filtro di un testo scritto o di un’immagine, ma direttamente, di persona, mettendosi sempre in gioco. Quello che infatti, credo, abbiano compreso molte delle persone che hanno accompagnato S/paesati nel suo viaggio speciale è che, in fondo, l’Altro con
G.T. (process naki)

1 Comments:
...soltanto per dire che leggendo questo tuo pezzo intenso, dentro di me ho pensato: "il vero grande Altro siamo noi", è un titolo fantastico per una materia obbligatoria da inserire in tutti i cicli scolastici e formativi!
Questa è l'esperienza centrale su cui lavorare nel tenativo di essere d'aiuto nel delicato processo di costruzione dell'identità! Parliamone...
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