12 ottobre 2006

PROCESS CULTURE - Libri


Emidio Clementi ha una faccia che pare scolpita nel legno, gli occhi azzurri e le braccia tatuate con dei fiori che si attorcigliano sul muscolo e lo fanno sembrare un marinaio olandese capitato per caso sulla terraferma. Per tanti anni è stato il frontman di un gruppo chiamato Massimo Volume. Forse non molti si ricordano di questa piccola leggenda della musica indipendente italiana. Ma se vi è capitato di ascoltare una loro canzone, di sicuro non l’avete dimenticata. I Massimo Volume non scrivevano canzoni. Scrivevano storie. Emidio Clementi non le cantava quelle storie, le sussurrava, le declamava, le gridava. Le parlava. E già questo dovrebbe farvi capire qualcosa: parlare canzoni per raccontare storie, con un tappeto sonoro ipnotico, dolce e violento allo stesso tempo, significa portare le parole, nude, al limite del canto, facendole scontrare con la voce degli strumenti. Poi Emidio Clementi ha cominciato a scrivere parole che stanno in piedi anche senza musica.

E ha scritto un libro, L’ultimo dio, che è la storia di un viaggio dentro se stessi. Emidio racconta la sua adolescenza, ad Ascoli, in provincia, tra la voglia di un mondo più libero, difficoltà economiche, e il sogno di un orizzonte più vasto da esplorare. Finché parte per la Svezia, dove fa un lavoro da immigrato, distribuisce giornali. E la Svezia passa col suo orizzonte basso tra un amore e un concerto disperato di Johnny Thunders. Poi la morte del padre e Londra, le leggende familiari, il rapporto con la madre. Emidio cerca nel mondo pezzetti di sé da rimettere insieme. Fino all’incontro che cambia qualcosa dentro di lui. Capita all’improvviso, mentre lavora come lavapiatti in un ristorante di Bologna. È l’incontro con un libro. Glielo dà un amico “Leggilo, parla di uno come te”. Emidio lo legge. È un libro di Emanuel Carnevali, che è partito dall’Emilia per girare il mondo fino ad approdare in America. Era un poeta, Carnevali, di quelli veri. L’incontro con un libro può cambiare una vita e L’ultimo dio è un libro che parla del cambiamento attraverso gli incontri che scandiscono la vita. Emanuel Carnevali ed Emidio Clementi hanno le stesse iniziali e la stessa voglia di prendere il mondo per quello che ha da offrire. E di reinventare ogni giorno se stessi. Le pagine di Carnevali aiutano Clementi a rimettere ordine nella propria rotta e a trovare le risorse per affrontare la responsabilità di una crescita e di una sfida continua con se stesso: “Un'altra vita non mi servirebbe a niente, devo solo imparare a usare quella che ho”.


Emidio Clementi, L’ultimo dio, Fazi Editore, Roma 2004.